L'automobile è un furto: i 10 disastri della motorizzazione
Furto di bellezza: la bruttura motoristica
Asfalto, cemento e rinoceronti metallici

Dal Manifesto del Futurismo di F.T.Marinetti
  1. ...
  2. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Un'automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo... un'au­romobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bella della Vit­toria di Samotracia.
  3. Noi vogliamo inneggiare l'uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.
  4. ...
  5. Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del mondo - il militari­smo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.
  6. ...

Queste famose futuristiche affermazioni di Filippo Tommaso Marinetti inserite nel 1909 nel Manifesto del Futurismo, in buona parte fatte proprie dal fascismo, tutto teso a costruire le prime autostrade e a dare una Balilla a ogni italiano, e poi fatte ancor più proprie dal liberismo del dopoguerra, sono ora divenute verità di fede delle quali non è consentito dubitare; il culto dell'automobile è di fatto la nuova religione di stato e l'esaltazione parossistica della bellezza dell'automobile sembra essere uno dei principali doveri dei mass-media: non c'è concorso a premi che non abbia un'auto o una moto come primo premio, non passa settimana senza che si debba assistere all'esaltazione di qualche gran premio motoristico, o salone del motore o motorshow...

Pure se qualcuno aprisse gli occhi e svegliatosi da questo delirio si guardasse intorno, vedrebbe forse e finalmente in quale stato l'automobile e i motori abbiano ridotto il mondo in cui viviamo: colate di cemento e asfalto, autostrade, superstrade, parcheggi, garage, autosilos hanno letteralmente rubato bellezza naturale e deturpato il paesaggio un po' dovunque; e l'ininterrotto brulichio degli onnipresenti rinoceronti metallici completa in continuazione questa devastazione.

La bruttura del mondo in cui viviamo, l'invivibilità delle città e ormai anche delle cosidette località turistiche non meno infestate dai motori delle prime sono la conseguenza drammatica della motorizzazione di massa che è stata appunto anche furto di bellezza.

E come nella commedia di Ionesco, a forza di vivere in mezzo ai rinoceronti, a forza di ripetere che non si può vivere senza di essi, ci si è anche convinti della loro bellezza ...

Non resta allora che sperare che all'inizio del XXI secolo qualcuno abbia finalmente il coraggio di capovolgere il delirio inizio XX secolo di Marinetti ... e di inforcare una bicicletta (non dimenticate: questa pagine fa parte dell'Elogio della Bicicletta)


Valido HTML 4.01!