I 10 disastri della motorizzazione
Il furto di spazio: traffico e congestione
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Ci si abitua a tutto?

Un tale va dal medico e con un certo imbarazzo confessa: "Dottore ho un problema serio, insomma me la faccio sotto in continuazione .."; il medico rassicura il paziente: "Niente di grave, la cosa è curabilissima, per esempio ho qui questo nuovo farmaco che dovrebbe risolvere il problema in modo definitivo; ne prenda due compresse al giorno per una settimana e poi mi telefoni per farmi sapere come è andata". Una settimana dopo il medico riceve la telefonata del paziente: "Dottore, aveva ragione, quel farmaco è una vera cannonata!" - "Bene, dunque il suo ... disturbo è scomparso del tutto?" - "Beh, veramente me la faccio sotto come e più di prima, ma la cosa portentosa è che non me ne importa più niente!!"

Questa barzelletta sul "farmaco miracoloso" mi viene spesso in mente quando sento dire che in fondo la situazione del traffico è un po' migliorata e mi pare una perfetta metafora dei provvedimenti presi negli ultimi decenni dalle varie autorità del mondo per fronteggiare il problema del traffico auto-motoristico che opprime ormai quasi tutte le città del mondo e non solo le città.

Piani antitraffico, semafori intelligenti, zone verdi, blu, gialle ... benzine senza piombo, marmitte catalitiche: un gran mucchio di palliativi, simili al farmaco miracoloso di quel medico: non hanno risolto assolutamente nulla, ma hanno gettato grandi quantità di fumo negli occhi dei cittadini che, proprio come il malato che continua a farsela sotto ma non ci fa più caso, si sono assuefatti a vivere in uno stato di degrado indicibile, caos, puzzo, frastuono fino al punto di diventarvi del tutto indifferenti.

Il problema della congestione è instrinseco nella natura stessa dell'automobile; un uomo in piedi occupa meno di un metro quadro, un'auto ne occupa almeno una decina. Introdurre l'auto privata nelle città con il principio ormai dilagante di un uomo per auto equivale ad accrescerne la congestione di un ordine di grandezza, dieci volte almento.

Il primo aspetto critico della questione è che l'auto in movimento richiede ben più di dieci metri quadri e questo genera la "necessità" di costruire strade sempre più larghe, tangenziali, passanti ecc.ecc. devastando sempre più il territorio. E questo è il primo drammatico furto di spazio che l'auto incoraggia.

Ma l'auto privata occupa spazio anche quando non è utilizzata, ed ecco nascere il cosiddetto "problema dei parcheggi"; chi usa l'auto pretende di trovare un posto per la medesima ovunque vada, a casa, in ufficio, a scuola, vicino ai negozi e ai centri commerciali ... e dunque ogni auto pretende ormai non uno solo ma sempre più posti-auto incoraggiando un secondo genere di furto di spazio e di devastazione del territorio, la costruzione appunto di parcheggi, auto-silos e consimili orrori ...

Soluzione del problema? Usare i mezzi pubblici, bus, taxi, treni che occupano in proporzione molto meno spazio per persona e che oltretutto sono in uso e in movimento per una percentuale di tempo molto maggiore (per il resto in deposito) e dunque riducono al minimo il problema del parcheggio.

Oppure per brevi distanze usare la bicicletta che tra i veicoli privati è di gran lunga quello che occupa meno spazio. E per distanze ancor più piccole ... non dimentichiamo il cavallo di S.Francesco!


L'automobile è un furto, qui: furto di spazio.


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